Tomas Mills: I giovani sono il futuro del padel

Roma, 30 settembre 2015 – Per raccontare la sua carriera – ed elencare i suoi successi – sarebbe necessario un articolo a parte. Di fatto, Tomas Mills (in foto) classe 1968, non conosce persone «che abbiano provato a giocare a Padel senza poi continuare a praticarlo». Mills, argentino doc e quattro volte campione italiano di Padel – negli anni 1998, 2000, 2003 e 2004 – ha insegnato questo sport in diverse città come Bari, Bologna, e ora Roma, senza dimenticare di aver allenato l’ex campione mondiale, Alejandro Lasaigue. A PadelNostro Mills spiega il segreto del crescente successo di questa disciplina sportiva con tre aggettivi: facile, divertente e di rapido apprendimento. «Non occorre molta tecnica come nel tennis – spiega il Maestro – Il campo è più piccolo e la racchetta più corta. Inoltre, sin da subito è molto facile colpire la palla, e iniziare a giocare una partita al proprio livello».

IL PADEL E LE DONNE – Per quanto concerne la realtà delle padeliste, il campione e maestro argentino spiega che i tornei scarseggiano perché c’è un gruppo di donne di alto livello e poi altre – che sono tantissime – di livello medio/basso. «Al momento non c’è nessuna suddivisione per categorie: in questo modo una padelista di basso livello si scontrerebbe con una di alto livello già nella prima partita prevista nel tabellone» rileva Mills.tomas mills

I GIOVANI E IL PADEL – Sul fronte degli adolescenti e dei giovani, che ancora non conoscono questo sport, Mills fa presente che «questa fascia è – purtroppo – rapita dal calcio e dal calcetto. Nel nostro circolo – il Flaminia Paddle Center (dove insegna Mills, ndr) – molti adolescenti e giovani si sono avvicinati e appassionati a questo sport». Al fine di favorire una diffusione e una conoscenza ancora più incisive del Padel, il campione suggerisce di «lavorare sulle scuole per bambini – come stiamo facendo noi del circolo – perché il futuro di questo sport sono proprio loro». Per quanto concerne l’esplosione del Padel a Roma, il maestro argentino la attribuisce a tutte quelle persone che hanno creduto e investito in questo bellissimo sport. Ma anche «alla nuova Federazione (la Fit Paddle, branca della Federtennis, ndr) che – in collaborazione con vecchi giocatori – ha dato un grosso impulso per lanciare questa disciplina sportiva».

Silvia Sequi

Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *