Padel e prevenzione. Non solo stretching
e preparazione atletica

Oltre ai cerotti colorati, sui campi capita sempre più spesso di vedere piccoli tutori che avvolgono i gomiti dei padelisti. L’epicondilite avanza? «È sicuramente un problema fastidioso che sorge soprattutto a causa della racchetta». Ne è convinta Giulia Mennella, ex tennista, ora padelista (in foto) e fisioterapista specializzata nella riabilitazione sportiva e ortopedica. «Spesso la scelta della racchetta è condizionata dal marchio di moda in quel momento o dalla comodità, quando in realtà non è quella giusta» racconta Mennella a PadelNostro.

L’altro motivo che può provocare la noiosa infiammazione dei tendini che si inseriscono nell’epicondilo risiede nel gioco stesso – fatto spesso di colpi tagliati – «perché il Padel va molto in rotazione, più del tennis, impegnando il braccio in un movimento repentino che sollecita il gomito – aggiunge la fisioterapista – sovraccaricandolo. Il tutore serve quindi ad attutire le vibrazioni dei colpi, limitando le possibilità di infiammazione dell’epicondilo». Il cerotto colorato, il cosiddetto ‘taping neuro-muscolare’, serve invece a «scaricare la fatica, decontraendo la muscolatura e favorendo un drenaggio dei tessuti sia superficiali che profondi» spiega Mennella, indicando nei lombari la zona del corpo maggiormente predisposta a patologie, quali appunto la lombalgia. Il corpo non è abituato alle sollecitazioni che stimola il Padel, fatto di movimenti nuovi, essendo uno sport nuovo cui si «può avvicinare chiunque, donne, uomini e bambini – assicura la fisioterapista – ma per chi è un po’ esuberante suggerisco un minimo di preparazione atletica.

Non deve poi mancare il riscaldamento muscolare prima di giocare e lo stretching alla fine, utili accorgimenti che spesso vengono dimenticati» per la frenesia di iniziare la sfida che ti catapulta in una dimensione di ‘trance’, e che ti fa scordare di respirare o di riposare qualche istante.

giulia mennellaIl Padel è infatti uno sport veloce che, se giocato a certi livelli, comporta un importante lavoro aerobico a livello cardio-polmonare. «Secondo me, però, mancano i tempi di recupero, a volte c’è troppa foga» fa notare Mennella. «Nel padel, in 35 secondi puoi perdere un game senza nemmeno rendertene conto: ti ritrovi in una dimensione di iperventilazione che ti fa perdere lucidità. Credo si debba trovare il tempo per respirare a pieni polmoni o per bere dell’acqua. Gesti che apporterebbero sicuramente un valore aggiunto alla performance» consiglia la fisioterapista. Ex tennista, ora appassionata di Padel, Mennella pensa che questa nuova disciplina sportiva non sarà solo una moda/mania passeggera, ma sarà capace di consolidarsi nello spazio e nel tempo, dopo questa forte espansione sia a livello agonistico che amatoriale. «La cosa fondamentale è che ci sia una comunione di intenti e un approccio che coinvolga tutti gli attori di questo bellissimo sport, tenendo a debita distanza i personalismi, inutili e dannosi».

Buon Padel a tutti

Silvia Sequi

 

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  • sono d accordo, io aggiungerei anche una preparazione atletica con TRX e Kettlebel.
    infine mi farebbe piacere sapere come proteggere le ginocchia, anche loro subisco delle forti sollecitazioni
    grazie

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