Il Padel strega anche Sara Errani

Nonostante il tennis a livello professionistico si sia fermato, in attesa dell’avvio della stagione 2016, Sara Errani non ha intenzione di fermarsi. La campionessa di tennis (finalista al Roland Garros nel 2012 e semifinalista all’US Open nello stesso anno, ex n° 5 del mondo, ndr) ha infatti superato il primo turno della qualificazioni del ‘Valencia Master’, importante torneo del ‘World Padel Tour’, in coppia con la spagnola Anabel Medina Garrigues, ex tennista di alto livello.  L’esperienza al WPT si è poi  conclusa al secondo turno, ma in ogni caso ha segnato un esordio di successo nel Padel professionistico per Errani. 

 

ERRANI: «APPENA POSSO GIOCO A PADEL» – «Durante il master a Zhuhai, Anabel mi ha chiesto se volevo giocare il torneo di padel del ‘Valencia World Padel Tour’, e non ho ci ho pensato molto a risponderle di sì!» racconta a PadelNostro l’atleta. Considerato il suo impegno pieno e consistente con il tennis a livello internazionale, Errani non esclude la possibilità – prossimamente – di giocare a livello professionistico a Padel, sport che ha conosciuto in Spagna. In particolare, l’atleta – classe 1987 – si allena a Valencia, sua base operativa dove è seguita dal coach Pablo Lozano. «Già prima di allenarmi, Pablo partecipava a numerosi tornei. Il Padel mi piace molto, e appena possiamo giochiamo, sia durante l’anno, sia in questo momento di preparazione atletica».

IL PADEL SPORT DEL FUTURO – L’entusiasmo per il Padel è dovuto al fatto di essere uno sport «in cui bisogna avere sensibilità al volo – spiega Errani – e, soprattutto, è un gioco in cui c’è tanta tattica. Bisogna, quindi, pensare molto. Magari un giorno, quando smetterò con il tennis – continua l’atleta – mi potrò dedicare di più al Padel». In merito al crescente successo in Italia di questo sport, Errani pensa che anche il nostro Paese seguirà il percorso della Spagna, perché il Padel è uno «sport che può piacere a tutti, e a persone di tutte le età. E poi, giocando in quattro, è particolarmente divertente.»

 Silvia Sequi

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