Fit Paddle. L’anno zero del Padel

«Oltre 300 i campi costruiti in tutta Italia, entro la fine dell’anno arriveremo a 400». Non ha dubbi Gianfranco Nirdaci (in foto), coordinatore nazionale del comitato Fit Paddle, branca della Federtennis. «L’obiettivo concreto per la svolta sarà arrivare a 1000 campi: solo in questo modo avremo creato uno sport» dichiara in esclusiva a PadelNostro Nirdaci, sottolineando l’importanza di lavorare in uno spirito sinergico e di squadra, con la stessa e unica finalità: la crescita del Padel. Tante le novità in arrivo a partire dal prossimo autunno: un circuito – a livello nazionale – interamente dedicato alle Donne che hanno iniziato da poco tempo, la diffusione del Padel anche nelle scuole per avvicinare i più piccoli e l’ambizioso progetto di organizzare i mondiali individuali di Padel al Foro Italico di Roma, durante il celebre torneo internazionale di tennis.

LE DONNE E I TORNEI – «La Fit Paddle intende investire sull’universo femminile, coinvolgendo nei nostri circuiti le giocatrici di tutte le categorie – spiega il coordinatore – al contempo saranno creati dei tabelloni aperti, suddivisi per categoria». Lo scopo è quello di accorciare la distanza tra le prime classificate e il bacino – sempre più consistente – di donne principianti e di livello gianfranco nirdacimedio. Per quanto concerne i campionati a squadre, «nel 2017 la serie A1 sarà a otto squadre – dettaglia Nirdaci – la A2 a 16, e la serie B sarà ‘open’» (quest’anno a partecipare alla B sono state ben 52 squadre, ndr). Altra novità è che – a fine anno – ai primi quattro della classifica federale (sia femminile che maschile) – sarà assegnato un soggiorno per due persone al Minerva Club Resort di Sibari, in Calabria.

I GIOVANI E GLI ISTRUTTORI – Sul fronte dei giovani, a partire da settembre, all’interno della Federazione ci sarà una persona incaricata di far conoscere il Padel nelle scuole. «Abbiamo aspettato che questo sport si diffondesse e radicasse a livello nazionale prima di rivolgerci ai giovani, per evitare di fare un buco nell’acqua» fa presente Nirdaci. Per quanto concerne l’ámbito della formazione, dal prossimo anno i corsi saranno organizzati al di fuori del tennis: «all’interno dell’Istituto Superiore di Formazione ‘Roberto Lombardi’ – anticipa il coordinatore – ci sarà la scuola di formazione per gli istruttori di I e II livello e – nel 2017 – anche per la qualifica di maestro federale». Questa autonomia della Fit Paddle consentirà, inoltre, di procedere alla equiparazione dei titoli equipollenti – conseguiti all’estero – come per esempio quelli dei numerosi maestri spagnoli e argentini che vivono in Italia.

I numeri ci sono – e sono in costante crescita – l’entusiasmo di investire tende a moltiplicarsi, la passione per Padel – da Nord a Sud – sempre più accesa.

Ma le parole d’ordine devono essere sinergia, collaborazione e cooperazione.

«Una visione miope non aiuta a vedere tutto il lavoro svolto fino ad ora, abbiamo bisogno del buon lavoro di tutti. Chi pensa che il Padel cresca solo coltivato nel proprio orticello non potrà avere vita lunga» conclude Nirdaci.

Altrimenti il rischio è di far morire questo bellissimo sport.

 

Buon Padel a tutti

Silvia Sequi 

 

Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *