La Matematica applicata al Padel

Che nessuno si spaventi: la matematica del Padel, anche se può sembrare strano, al contrario di qualsiasi cosa che ognuno di noi ha imparato a scuola, è molto semplice. O cosi dovrebbe essere.

Iniziamo! Tutti sappiamo che il Padel è uno sport di coppia e già abbiamo il primo numero, il 2. O, per essere più precisi, è l’1+1=2. Però qui inizia il problema, la zona grigia del nostro sport: anche se sembra impossibile 1+1 non sempre fa 2. Vediamo: ci sono coppie in cui i giocatori sanno che il maggior rendimento lo otterranno incoraggiando il proprio compagno sia dal punto di vista tattico quanto da quello psicologico. In questo caso, in modo miracoloso 1+1>2!

Ma la cosa non finisce qui. Ci sono coppie dove l’egoismo, la scarsa lungimiranza, il volo “gallinaceo” e la ricerca costante di un colpevole dei nostri mali sportivi, fanno sì che 1+1<2! Uno che ancora ricorda il suo percorso universitario (caratterizzato dalla matematica) ha nella memoria quel concetto limite, in riferimento al numero al quale tende una formula all’avanzare del tempo, per esempio. Insomma, ci sono coppie tanto autodistruttive nella loro relazione che il limite della loro somma può arrivare a 0. Sono queste le coppie dove ciascuno va per la sua.. realizzano persino un gesto di patetico compiacimento vedendo sbagliare il loro compagno. Per non parlare delle critiche feroci post partita.

La cosa curiosa è che lo strano mondo della matematica padelistica non è patrimonio del giocatore principiante o amatoriale. Alcuni professionisti sono artisti della numerologia padelistica, nel bene e nel male. Potremmo complicare l’equazione includendo nella formula gli allenatori, le marche, i genitori, i social network.. ma la mia testa, che tardò alcuni anni a laurearsi all’università, non è preparata per questi calcoli.

Morale: il Campione è quello che, oltre a tirare fuori il massimo da se stesso, lo tira fuori anche dal suo compagno.

Facile, vero? 

dal profilo Facebook di Javier Casadesus

traduzione e adattamento: Silvia Sequi 

 

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luglio 30, 2017

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