Tirare addosso. Etico o no?

Tirare addosso è una delle azioni che suscitano più polemiche nel Padel. Può provocare pensieri contraddittori sul fatto se sia etico o no. Di seguito i motivi che conducono a quest’azione e alle conseguenze che porta con sé.

Cosa ci porta a tirare addosso all’avversario?
Per la maggior parte dei giocatori di Padel si tratta di una pratica etica, un tentativo di fare punto che fa parte delle regole del gioco. Normalmente si tira addosso all’avversario perché crediamo essere la migliore opzione che abbiamo quando stiamo attaccando.
Indirizzare una palla verso il corpo del rivale significa sapere che la sua reazione sarà più lenta e questo provocherà un suo errore o che lasci una palla facile che ci consente di vincere il punto.

Dove si suole fare questa azione?
Di solito quando le due coppie si trovano a rete: avendo poco spazio libero l’opzione di mirare al corpo prende forza. Si può fare a fondo-campo quando abbiamo alla possibilità smashare.
Smashando mirando al corpo dell’avversario vediamo come questi per prima cosa debba evitare che la palla lo colpisca e – in un secondo momento – deve provare a raggiungerla. Se lo smash è parallelo sarà molto difficile che il rivale arrivi, ma se è incrociato – e non realizziamo lo smash per 3 – potrà essere recuperato dopo il doppio rimbalzo alla parete.

E’ etico?
Dipende dai punti di vista ed è parecchio abituale nel Padel soprattutto quando i quattro giocatori sono posizionati per molto tempo in uno spazio ridotto. Tuttavia non è mai troppo chiedere scusa dopo aver fatto questo giocata.. Una cosa diversa è la cattiveria, come per esempio tirare un colpo forte contro il rivale che non è in condizione di continuare a giocare. Quando l’intenzione è fare male di proposito, allora non c’è nulla di etico.

Se è una giocata in più.. perché il pubblico fischia?
Durante i quarti di finale del recente Open a Valladolid, spesso il pubblico ha reagito fischiando durante i colpi che Fernando Belasteguin ha realizzato tirando contro il corpo dell’avversario.

di Antonio José Palacios Álvarez
fonte: Padeaddict
traduzione e adattamento: Silvia Sequi

 

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luglio 11, 2017

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