Beatrice Campagna. «La strada intrapresa è quella giusta»

Le nuove sfide l’hanno sempre stimolata, non ha mai rinunciato a provare sport e attività diverse, ma con il Padel è stato un autentico colpo di fulmine. «Ho capito che mi sarei appassionata pochi secondi dopo aver messo piede sul campo» ricorda a PadelNostro, Beatrice Campagna (in foto) numero due nella graduatoria italiana, dopo esser stata testa di serie da giugno scorso ai Campionati Assoluti Italiani della scorsa settimana. « È uno sport dinamico, che esalta le mie caratteristiche, e aggregante» racconta l’atleta, classe 1989, facile e difficile al contempo. «Tecnicamente è abbastanza semplice – spiega Campagna – perché tutti possono praticarlo, divertendosi fin dall’inizio. Tatticamente è complicato perché sono molte le variabili da considerare, e l’equilibrio della coppia è assolutamente fondamentale in un match».

UNO SPORT NUOVO – Sul fronte delle donne, la giovane atleta ricorda che quelle che praticano il Padel – con costanza e a livello agonistico – sono numericamente meno degli uomini. «È un dato di fatto. Anche quando giocavo a tennis c’era una discreta differenza ‘quantitativa’ tra i tabelloni femminili e quelli maschili, ma in sport affermati come il tennis il numero delle giocatrici è comunque consistente e la discrepanza si nota meno». Secondo Campagna, inoltre, quando la base dei praticanti si amplierà, sicuramente anche il Padel raggiungerà un risultato simile: «L’esempio della vicina Spagna lo dimostra: il numero di giocatori è altissimo (sono circa 4 milioni i giocatori, ndr) – fa presente – e le donne sono parte integrante del movimento».

LA STRADA È QUELLA GIUSTA – Per quanto concerne la fascia degli adolescenti e dei ragazzi, l’atleta ritiene che la loro assenza sia dovuta ai tempi, non ancora maturi. «È ancora presto. In Italia il Padel si è imposto in maniera prorompente come attività ‘alternativa’ per sportivi ed ex sportivi provenienti da discipline diverse» rileva. campagna pala«Da noi questo sport – continua Campagna – non è ancora un’entità forte e a sé stante: credo che solo quando il movimento sarà più ampio, si imporrà come tale e prenderanno vita le ‘scuole Padel’ che formeranno i ragazzi». Oggi, per far conoscere lo sport ai più piccoli, si potrebbe proporre «un avvicinamento al Padel parallelamente al corso di tennis» suggerisce l’atleta, convinta che la Fit Paddle sarà in grado di «sfruttare la sua influenza per favorire lo sviluppo di questo sport, almeno in questa fase iniziale». Campagna crede, infine, che a questo sport non manchi nulla, «bisogna solo dargli il tempo di farsi amare e comprendere dal grande pubblico. La strada intrapresa è quella giusta».

Buon Padel a tutti

Silvia Sequi