Padel Internazionale. E’ vincente la bandeja di Luigi Carraro

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Il neo presidente della FIP intervistato in esclusiva a PadelNostro

 

Roma, 4 novembre 2018 – 78 voti contro 57, 21 voti di scarto dal suo principale rivale, Ricardo da Silva Oliveira. Questi i numeri con cui Luigi Carraro, venerdì scorso, in Paraguay è stato eletto presidente della FIP, la Federazione Internazionale di Padel. L’imprenditore romano prende il posto di Daniel Patti – dimissionario dopo 6 anni di presidenza. “Ho appreso dalla sua voce questo risultato straordinario al quale abbiamo contribuito con grande entusiasmo”. Così Gianfranco Nirdaci, numero 1 del Comitato Padel. “Eravamo convinti che bisognasse fare qualcosa anche a livello internazionale e con Luigi Carraro sicuramente otterremo i risultati che tutto il mondo del Padel si aspetta”.

Il mese scorso Carraro ci aveva raccontato i motivi della sua candidatura, spiegando il percorso che intende attuare, articolato in tre macro obiettivi: il Padel sport olimpico, una FIP più istituzionale e un maggior sviluppo e diffusione del Padel. Oggi, a poche ore dalla sua elezione torna a parlarne in esclusiva su PadelNostro.

Carraro, la sua può essere considerata la prima e vera presidenza italiana della FIP?

Non vorrei chiamarla la “mia presidenza”, bensì la “nostra presidenza”. E’ una vittoria di tutto il movimento dello sport italiano a livello internazionale: sono stati tutti compatti nel sostenere la mia candidatura.

Come pensa di attuare il programma con il quale si è presentato alla presidenza della FIP? 

Per attuarlo mi sono già riunito con il segretario generale della FIP per capire com’è strutturata la Federazione e per strutturarla in modo adeguato. Il programma è ambizioso, ma realistico e concreto.

Cosa porterà la sua presidenza in termini di gestione e sviluppo del Padel italiano?

Lavoreremo fianco a fianco al Padel italiano. Ciò che ha realizzato Gianfranco Nirdaci si può definire un miracolo. Il modello italiano deve essere esportato in quei Paesi che si stanno affacciando a questo sport. Al contempo andremo a fornire supporto nella gestione del Padel in quei Paesi – come Spagna e Argentina – dove è consolidato.

Intende proporre una continuità o meno con la gestione precedente di Daniel Patti?

L’intenzione è quella di conservare e portare avanti ciò che di buono è stato fatto e di dare un impulso nuovo alla gestione della FIP, introducendo più managerialità e anche un progetto legato ai giovani che rappresentano il futuro del nostro sport. Inoltre, in programma ci sono degli eventi mirati a consolidare la crescita del Padel rivolgendo l’attenzione al pubblico, ai media, ai partner e ai giocatori che – va ricordato – rappresentano l’essenza di questo sport.

In Italia il Padel ha avuto uno sviluppo esplosivo ed esponenziale in pochi anni. Pensa che possa accadere anche in altre regioni del mondo?

Sì, ne sono convinto. Replicando ciò che è stato fatto in Italia, il Padel potrà avere uno sviluppo analogo anche altrove. E’ stato scientificamente provato, il Padel ha una sua magia: genera una strana alchimia tra socializzazione e senso di squadra. Provoca, inoltre, una sorta di dipendenza, sana. Questa è la chiave che consente al Padel di essere così praticato e apprezzato.

Nella foto di gruppo si nota l’assenza di donne. Si penserà a un loro futuro coinvolgimento ai vertici delle Federazioni?

Si dovrà eleggere un nuovo board e mi piacerebbe molto la presenza di una o più donne. Ritengo che le donne siano un motore fondamentale per lo sviluppo del Padel.

Congratulazioni dallo Staff di PadelNostro e buon lavoro al nuovo presidente

Silvia Sequi

Sara Pasquot

* Federacion Internacional de Padel: realtà nata a Madrid nel 1991. A oggi, in totale, sono 35 i Paesi nel mondo, 35 le Federazioni nazionali che hanno aderito alla FIP  (20 Paesi in Europa, 3 in Asia Pacifica, 2 in Africa/Medio Oriente, 5 nel Centro-Nord America e 5 in Sud America, ndr)