Sara Celata: «Spazio ai giovani e ai tornei femminili»

A notarla – e a intravedere in lei una futura campionessa – è stato l’istruttore argentino Tomas Mills. «A fine estate del 2014 – per caso – mi avvicinavo al Padel, dopo due mesi mi sono ritrovata a Palma de Maiorca come giocatrice della nazionale italiana » ricorda a PadelNostro Sara Celata, dallo scorso novembre al vertice della classifica italiana. Classe 1975 ed ex tennista professionista, Celata è convinta che il Padel non si limiterà a essere solo una moda o una mania passeggera, ma potrebbe rappresentare lo sport del futuro «solo – però – se si coinvolgeranno nell’attività i bambini e i ragazzi».

AVVICINARE I GIOVANI AL PADEL – «Mancando ancora l’informazione sul Padel è difficile iniziare i giovani al gioco non essendo i genitori stessi a conoscenza dello sport» fa presente la campionessa. «Un’idea potrebbe essere quella di abbinare il corso di Padel a quello di tennis» suggerisce l’atleta, riconoscendo la bontà del lavoro della Fit Paddle. «Basti pensare ai rimborsi previsti dalla Federazione per quei circoli che organizzano scuole e corsi per gli under 16. I giovani vanno avvicinati a questo sport perché rappresentano sara celatail futuro del Padel» dichiara Celata.

TANTE DONNE, POCHI TORNEI – Sul fronte delle donne, cresce il numero delle giocatrici, entusiaste e cariche di agonismo e competizione, «ma con poca propensione a partecipare ai tornei» rileva la campionessa. Per esempio si potrebbe riprendere il modello utilizzato nel tennis che prevede il coinvolgimento dei giocatori di tutte le categorie, suddividendo il tabellone – appunto – per categoria.
Un torneo può iniziare di IV categoria, le prime quattro coppie – dunque le migliori – passano poi alla III categoria, e via dicendo» spiega l’atleta. «Dovrebbe essere il circolo stesso a proporre questo tipo di competizione proprio per coinvolgere il maggior numero di giocatrici. Il rischio è che aumenti la distanza tra le prime classificate a livello nazionale e il bacino – sempre più consistente – di donne neofite e di livello medio». L’obiettivo, al contrario deve essere, quello di amalgamare i vari livelli perché – oltre ai giovani – anche le donne saranno il futuro di questo sport.

Buon Padel a tutti

Silvia Sequi