Gianni Milan. Il Padel italiano sarà protagonista nel mondo

PadelNostro intervista Gianni Milan, vicepresidente della FIT con delega al Padel

 

Roma, 19 maggio 2022 – Ex prima categoria di tennis, oggi numero 2 della FIT, con delega al Padel. Una vita nel tennis e per il tennis: da 50 anni Gianni Milan vive la realtà del tennis italiano a 360 gradi. L’anno scorso, però, gli è stata affidata una missione diversa: curare lo sviluppo e la diffusione del Padel.

Vicepresidente, si può parlare di paradosso?

Non parlerei di paradosso, sono due sport che viaggiano paralleli. Direi piuttosto che l’incarico ha rappresentato una bella sorpresa, una sfida da affrontare che ho accettato sin da subito.

La scorsa settimana oltre 300 Padelisti under hanno partecipato al Torneo giovanile al Foro Italico, un successo senza precedenti. La strada intrapresa sembra essere quella giusta.

La macchina del Sistema Italia è partita, ed è solo l’inizio, dopo il grande successo che ha ottenuto nel tennis. In ambito giovanile e formativo si sta mutuando ciò che di grande ha fatto nel tennis Michelangelo Dell’Edera (direttore dell’Istituto Superiore di Formazione Roberto Lombardi, ndr). L’obiettivo è quello di diventare – nel prossimo decennio – protagonisti nel Padel a livello mondiale.

Gianni Milan, vicepresidente della FIT con delega al Padel

Un’altra novità è stata il 1° Simposio Internazionale di Padel che ha visto la partecipazione di oltre 700 persone da tutta Italia.

Un evento davvero unico: gli stessi relatori spagnoli e argentini erano abituati a platee di massimo 100/150 persone. Vedere quegli spalti gremiti è stata una enorme soddisfazione anche per loro.

Ieri son partite le pre-qualificazioni per il Major Premier Padel, evento internazionale di grande rilievo, organizzato dalla Federazione Internazionale Padel in collaborazione con FIT e Sport e Salute.

Su questo grande evento, intendo riprendere le parole del presidente della FIT, Angelo Binaghi: “Roma sarà una sorta di Wimbledon del Padel”. Sono certo anch’io che sarà così.

Sempre Binaghi ha anticipato che presto la FIT cambierà nome e logo, divenendo Federazione Italiana Tennis e Padel. Questa evoluzione presupporrà una struttura organizzativa autonoma?

Autonoma no. Si sta mettendo su una squadra interamente dedicata al Padel ma che dipenderà sempre dalla FIT.

Qual è la scommessa della FIT(P) per il futuro del Padel?

Attraverso la formazione e la cultura sportiva, intesa come appartenenza a una federazione, auspico che – aumentando il numero dei tesserati nel Padel e unendoli a quelli del tennis – si possa diventare la 1° Federazione in Italia, superando quella del calcio. Il lavoro che dobbiamo portare avanti è di far capire a imprenditori, marchi, circoli e giocatori cosa significa far parte della grande famiglia FIT.

E le Olimpiadi, un sogno sempre più verosimile?

La scommessa ora è far arrivare il Padel ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028. Il fatto sia stato inserito come sport nei prossimi Giochi Europei di Cracovia 2023 è già un segnale più che incoraggiante.

Buon Padel

Silvia Sequi