PadelConsigli. La top ten delle PadelScusanti

Alzi la mano chi non ha mai utilizzato una di queste 10 scusanti dopo aver perso una partita. Perdere non piace a nessuno, ma un pizzico di obiettività non guasta mai

 

Roma, 14 agosto 2019 – Siamo competitivi per natura e a nessuno piace perdere nel Padel come in nessun altro sport, ma nel corso di un anno si cumulano tante partite e uno si abitua a sentire qualsiasi cosa.

Esistono diversi modo di assimilare le sconfitte: una di queste – probabilmente la più degna e al contempo la più costosa – è riconoscere la superiorità dell’avversario, il che significa che, nonostante il nostro sforzo di vincere la partita, gli avversari sono stati semplicemente superiori. E’ chiaro però che questo possa attentare la nostra dignità e il nostro orgoglio. L’altra – abbastanza  meno degna e purtroppo più ricorrente – è sottrarre merito alla vittoria del nostro rivale con il riconoscimento degli errori propri o le famose “scuse”.

Di seguito il riassunto di 10 scusanti più frequenti che sentiamo nel Padel quando perdiamo una partita: che nessuno si offenda e alzi la mano chi non ha mai usato almeno una di questa “scuse”.

1 – Abbiamo perso a causa del campo

Piuttosto frequente come scusante. È evidente che un campo difettoso lo sia per tutti; il merito sta nell’adattarsi prima e meglio rispetto ai nostri rivali;

2 – I fari mi abbagliano

È chiaro che come possono dare noia a te, i fari sono uguali per tutti; non è che quando la pallina la vai a colpire tu, l’incaricato delle luci aumenta l’intensità. Come il primo punto, può influenzare tutti, non è soddisfacente come scusa;
Come per il punto 1, è un fattore che vale per tutti.

3 – La verità è che gioco di rovescio

Questo lo sentiamo spesso nelle partite: non sempre si va a giocare nel proprio lato preferito, ma gli avversari non hanno alcuna colpa di questo. Nemmeno questa è soddisfacente come scusante;

4 – Uso poco questa racchetta

Nelle partite si potrebbe accettare come scusa perché – a livello amatoriale – un cambio di racchetta può condizionare abbastanza il gioco, ma spesso si utilizza come scusa.

5 – Gli avversari non smettevano di deconcentrarci

Puoi sempre incontrare qualcuno scaltro che le palle dubbie le considera sempre fuori, che parla durante il punto e che vince la partita con queste sciocchezze;

6 – Il mio socio non ha avuto una buona giornata

Senza dubbio tra le scuse più torbide, non ci si assume nemmeno la propria parte di responsabilità. È chiaro che uno dei due abbia una giornata migliore dell’altro, ma utilizzarla come scusa è una giocata brutta (la peggiore della partita);

7 – Le palline rimbalzavano troppo

Si tratta sempre di adattarsi alla circostanza. Deve essere chiaro che c’è sempre qualcuno che ne beneficia, soprattutto a seconda del tipo di gioco;

8 – Non gioco da molto tempo

Non è un mio problema il tempo in cui non hai giocato, è successo a tutti di non giocare per infortuni o altre circostanze e senz’altro questo condiziona, ma la prossima volta avrai una scusa in meno;

9 – Hanno vinto la partita con un “neverazo”

Se ci stanno facendo un “neverazo” (tecnica o strategia di gioco di lasciare un giocatore “congelato”, giocando solo sul nostro compagno ndr) bisognerà rispondere con la stessa moneta, no?

10 – Con queste scarpe non riesco a giocare bene

È meno frequente trovare questa scusante, tuttavia si sente diverse volte.

di Nacho Miralles Soler 

fonte: elneverazo

traduzione e adattamento: Silvia Sequi 

Share
Settembre 19, 2017

Tag:,